Ammessi tema Portfolio

 

Giovanni Volpe

Japan rail pass

L’uomo, con la sua naturale ricerca di ciò che unisce, guarda alla liberazione da schemi e pregiudizi con un’attrazione speciale per i fatti umani, la coscienza e l’esperienza. gli strumenti di tale pathos riguardano la dimensione immaginale, la quotidianità, la compartecipazione, una vita appassionata, una sensibilità verso se stessi, gli altri e il mondo, un’azione amorosa nell'esprimere la propria volontà di essere e vivere. questa serie fotografica vuole raccontare un modo di viaggiare che diventa di per se il racconto dei suddetti fatti umani, della coscienza e dell'esperienza. il japan rail pass è quel particolare abbonamento che permette ai turisti stranieri che viaggiano in giappone di muoversi con il treno: dalle metrò agli shinkansen. il mondo ed il modo di vivere il trasporto su rotaia del giappone, rispecchia quelle che sono le caratteristiche peculiari di questa meravigliosa cultura. rispetto, precisione, puntualità. tutto si muove in perfetta sincronia. si vive in un mondo dove si spacca il secondo. c’è un tempo sospeso, segnato da scadenze che non sembrano veramente tali. l'orologio diventa il protagonista di questa vita e viene sempre controllato dai capotreno e dagli addetti ai treni. si vive una vera e propria vita parallela all'interno delle stazioni e dei treni: si dorme, si interagisce con il proprio smartphone, si pianifica il tempo. 21 giorni di japan rail pass raccontati da una serie di scatti che mostrano gesti, abitudini e vite di chi, quotidianamente, scandisce il proprio tempo con partenze ed arrivi, tra stazioni e vagoni.

Paolo Mangoni

Pairing

Il portfoilio, collocato nel genere street, nasce da un'idea di ricerca grafica nella quotidianità. lo scopo era quello di creare una serie di dittici in cui foto accoppiate abbiano come fattore legante il colore, le forme, contrasti di luci/ombre, il ritmo o il contenuto.

Marco Misuri

Ladies and gents

Tra il serio ed il faceto una galleria di luoghi (raccolti dal globo terrestre) dove regna l'uguaglianza e l'equità tra i sessi...

Renata Busettini

La cicatrice

Un viaggio da california e texas, lungo il confine con il messico e ritorno. un viaggio fatto di incontri e parole condivise con persone che vivono al di qua o al di la di quel muro di cui si sente così tanto parlare. il muro è anche soprannominato "la cicatrice" perché ci ricorda una ferita che anche se chiusa, rimane li sulla nostra pelle per sempre. e così anche questo muro, come tutti i muri costruiti dagli uomini per separarsi / proteggersi da altri uomini, in genere meno fortunati, è un lungo taglio sulla pelle dell'umanità. i ritratti raffigurano le persone incontrate che con i loro racconti hanno dato vita a questa struttura inerme.

Lorenzo Zoppolato

Le immagini di morel

Queste immagini sono l’incipit di un work in progress fotografico più ampio, dove categorie come reportage, ritratto e paesaggio sono muri oltre i quali vado per aprire un grande spazio di narrazione nel quale il lettore può giungere puntuale solo togliendo l'orologio. ho cercato luoghi e situazioni reali lungo il mio viaggio sud - panoramericano. ho riconosciuto i miei soggetti vivi nel fluire del tempo come in un libro di jorge luis borges. ogni foto è un reportage reale di un piccolo avvenimento invisibile ma memorabile, un ritratto donato sul palmo della mano o un paesaggio di cui sento ancora l'odore. si fondono insieme volti, immagini e racconti in un labirinto di relazioni, come nella rayuela di cortazar, e le singole storie formano così un racconto nuovo diverso dalla realtà, ma ugualmente vero e sincero. la finzione di morel, così come la sua invenzione, è compiuta. "<..> vi costa fatica ammettere un simile sistema di riproduzione della vita? pensate, non ho preteso di creare la vita. soltanto registrarla e proiettarla.<…>non abbiamo più volte ipotizzato che le immagini stesse abbiano un’anima? la mia invenzione non fa che confermarlo” tratto da: “ l’invenzione di morel

Valerio Di mauro

Mezzosangue

Sono nato a bergamo, figlio di genitori emigrati al nord. da prima di averne memoria, ho passato ogni estate della mia vita in sicilia, la cui bellezza non ho mai saputo trovare così altrove. per questo e per l'origine del mio sangue mi sono illuso di appartenerle. ma lei, in ragione delle mie radici malferme, non mi ha mai riconosciuto veramente. ogni qual volta ne calpesto la terra, mi ribadisce, con oscuri messaggi e foschi presagi, la sua lacerante, parziale e dolorosa estraneità.

Rolando Paoletti

Hildur sogna

Hildur abita in islanda, nella zona dei fiordi occidentali, alla fine dell’unica e deserta strada sterrata che costeggia una lunga e stretta insenatura che penetra in profondità in una lontana penisola. la natura regna incontrastata e, pur severa, assume spesso aspetti fantastici e fiabeschi. hildur, al sicuro nel suo rifugio, coltiva i suoi sogni.

Antonella Gamberucci

Guardando il mondo da un oblò

Lo spirito del viaggio non è solo il raggiungimento della meta, ma anche il percorso. per andare in sardegna, la traversata in nave, e soprattutto lo stato passivo dell’essere trasportata, mi ha permesso singolari osservazioni. un grande oblò del traghetto si è così trasformato ai miei occhi in uno “spot” che andava delineando le infinite tipologie di umanità viaggiante…. e ne è scaturito questo lavoro.

Daniele Ferretti

Welcome home

"ed è in questi spazi silenziosi che lasci impresse le prime parole del tuo alfabeto a colori. frammenti d'arcobaleno con cui la tua presenza reinventa la logica di ogni stanza." dedicato a mio figlio

Cinzia Canneri

Muta il cielo. il viaggio immobile delle donne eritree.

L’eritrea è un paese dove si effettuano detenzioni arbitrarie e violazioni sui diritti umani. ogni anno migliaia di eritrei fuggono dal loro paese dove il servizio militare è obbligatorio e di durata indefinita. il world report 2017 di human rights watch, entro la fine del 2015, stima 474.296 rifugiati eritrei in tutto il mondo. la migrazione femminile, tuttavia, si diversifica da quella maschile. un articolo pubblicato nel dicembre 2017 dall’unhcr afferma che “nel 2017 le donne rappresentavano solo il 12,6% degli arrivi via mare in europa”, poiché queste hanno meno possibilità di emigrare rispetto alla componente maschile, ma anche perché il loro viaggio si blocca in paesi dell’africa come l’etiopia o l’egitto. l’intenzione di questo progetto è quella di scoprire la storia delle donne migranti eritree nella parte del loro viaggio in cui sono costrette a fermarsi e analizzare la dimensione sociale e psicologica che vivono in queste differenti tappe. la migrazione trasporta diversi significati fino a giungere a cambiare la famosa frase delle antiche epistole di orazio “muta il cielo, non l’animo, chi corre per mare” in “muta il cielo, con l’animo, chi corre per mare".

Massimo Barberio

It's just another day (portfolio)

On the greek island of lesvos, outside the town of moria, stands a former military base which is now being used as a refugee camp for some 9,000 people; one-third of the residents are children. members of the press are not allowed into the camp, but reports from those who've been inside—such as representatives of médecins sans frontières—suggest that conditions are bad and rapidly getting worse. two years ago, the european union and its member states decided to historically fail thousands of people and to compromise the very concept of asylum by agreeing to return to turkey asylum seekers seeking safety in europe. since then, an endless stream of misery and desperation from the thousands of men, women and children who continue to arrive on greek shores and are trapped on the greek islands. it’s them who pay the real cost of this dirty deal: it seems deliberately intended to produce suffering for those who cross the sea, with the idea that this will deter others from undertaking the crossing. not only is it cruel but it just doesn’t work." louise roland gosselin, msf head of mission greece

Fabio Menghetti

La gestione dei rifiuti

Con l’era del consumismo la gestione dei rifiuti è diventato uno dei principali problemi che tutte le nazioni si trovano ad affrontare. esistono enormi differenze di approccio tra aree geografiche meno sviluppate e aree più evolute dove la sensibilità ambientale è molto più forte. ancora oggi circa la metà della popolazione mondiale non ha accesso ai più elementari servizi di gestione rifiuti, ragione per cui ogni anno montagne di rifiuti vengono prodotte e collocate in enormi discariche incontrollate con danni ambientali spesso irreparabili. nelle popolazioni più evolute si privilegia un approccio finalizzato alla salvaguardia ambientale e al recupero di risorse, seguendo i principi della cosiddetta “economia circolare”. in questi ultimi casi occorrono a monte un complesso lavoro di pianificazione e grandi investimenti per l’approntamento dei servizi e la realizzazione degli impianti la cui gestione è sempre molto impegnativa

Donatella Tandelli

Al san camillo

Da "i dieci comandamenti di san camillo": 6. non uccidere la mia speranza con la fretta, l'impreparazione, l'indelicatezza, l'irritazione, l'impazienza. 7. mi considererai un tutto. e tu ci sarai tutto in quello che fai. perciò non rinchiudermi in una cartella clinica e non nasconderti dietro il tuo ruolo professionale. 10.non esitare a rubare il mio peso, a impossessarti della mia sofferenza. quando non puoi togliermi il dolore, almeno condividilo. c'è un ospedale neuro-riabilitativo al lido di venezia. la struttura piuttosto vintage cozza palesemente con la potenza benefica del luogo; un ampio e verdissimo giardino ed il mare ovunque, anche dalle finestra delle camere dei pazienti. la filosofia del personale medico è ascoltare, aiutare, andare incontro; riabilitare passeggiando per la spiaggia o rendere la logopedia più produttiva usando il giardinaggio, per esempio. questo è riabilitare, curare, amare.perchè, ove possibile, per curare le ferite del corpo bisogna prendersi cura anche delle ferite dell'anima e le malattie neurologiche che siano improvvise o causate da incidenti o degenerative, feriscono in particolare l'anima.

Edgard De bono

Sogno bianco a varanasi

Dopo la claustrofobia delle strade , scendere sui ghat ,vedere il gange e la distesa di cielo sulla sponda opposta fu come scorgere un altro mondo, più spazioso, un continente vuoto arido come il deserto .qualunque cosa fosse successa a varanasi non l’ aveva ,né l avrebbe mai, cambiata . la città forse più colorata sulla faccia della terra dove tutto richiedeva a gran voce di essere fotografato mi era apparsa come una serie di visioni surreali

Rosanna Papalini

Vivo entre formas

Elogio de la sombra vivo entre formas luminosas y vagas (jorge louis borges) sugli altipiani andini, complice il sole battente e l’aria rarefatta, è facile trovare significati diversi alle forme dell’acqua, del cielo, della terra. la realtà si confonde con il sogno e la mente crea visioni trasformate dalla forza dell’immaginazione. lo sfarfallio della luce svela trame da cui emergono pensieri mutevoli e cangianti. si spiega così l’essenza poetica e la magia che pervade la letteratura latino-americana. dietro ogni paesaggio, ogni volto si può vagheggiare una incredibile e fantastica storia… e non serve il colore per dar via a percorsi immaginifici. tutto può essere radicalmente mutato senza ostacoli all’inventiva personale. le ombre si allungano e si ritraggono seguendo l’andamento del pensiero

Daniela Sala

Fratelli scomodi

“sono 50 e tre mesi che sono dentro”. i manicomi in italia sono stati chiusi nel 1978. sandro però conta ancora gli anni della sua non- esistenza dalla data in cui è entrato a santa maria della pietà, il manicomio di roma. pina invece è entrata in manicomio a 5 anni. rossana ne aveva 22: si era sposata da poco e aveva un figlio. nessuno di loro è più tornato a casa. oggi, a 40 anni dalla chiusura del manicomio e decenni di internamento, pina, rossana e sandro sono tra gli ultimi testimoni dell'istituzione totale e ne portano ancora i segni. “fratelli scomodi” è l'espressione con cui sergio zavoli, in un documentario del 1969 che fece storia, si riferì agli internati in manicomio. mentre in gergo pino, rossana e sandro sono stati definiti “residui manicomiali”. negli anni sono passati da una struttura ad un’altra, fino alla casa di riposo, nella periferia della capitale, dove vivono ora. attraverso un'indagine nella memoria individuale e collettiva, il tentativo è quello di comprendere le conseguenze del manicomio ancora presenti nonostante il tempo trascorso.

Giuseppe Tripodi

Città senza stato

Scelta per rilanciare l’economia del meridione, gioia tauro (rc) non è riuscita mai a spiccare il volo anzi, nel tempo, le cose sono andate sempre peggio nonostante che negli ultimi 30 anni, sia stata governata più da commissari straordinari che da sindaci. lo scioglimento del comune per infiltrazioni mafiose ha permesso per ben tre volte l’insediamento della commissione straordinaria alternando alla guida della città circa 20 commissari prefettizi, ciononostante, permangono i problemi di sempre: disoccupazione, criminalità, inquinamento, etc. tasse altissime; servizi inesistenti; scuole che crollano; ospedali che chiudono; strade in pessime condizioni e piene di immondizia e ‘ndrangheta ancora presente. nessuno vuole vivere in una terra dove a crescere è soltanto il numero dei malati di tumore e delle cattedrali nel deserto della zona industriale che ricordano le tante occasioni perse. lo stato si ricorda di gioia tauro solo quando c’è una “nave dei veleni” da far attraccare o per costruire l’ennesima bomba ecologica che nessuno altro vuole nel proprio giardino. la popolazione gioiese continua a sentirsi sola e abbandonata, nella totale indifferenza dello stato.

Federica Zucchini

Lessico famigliare

Lessico famigliare è il racconto semplice e spontaneo di una madre che affonda le proprie radici nel terreno dissodato della sua famiglia: è un racconto silenzioso,fatto di gesti di bambini che crescono come gli asparagi selvatici,di geografie,di stagioni, di memoria incessante e ricerche senza fine. e’ un canto d’amore. chi racconta è dunque donna e madre:si perde e si ritrova tra nuvole di desideri,fabbrica ricordi con devota perseveranza,custodisce dentro ampolle di vetro trasparente il mistero insondabile dei figli e tiene aperto per loro un orizzonte di mondo

Isabella Sommati

Alveare

“come è andata oggi?”… “domenica scorsa ho preso un’altra multa!”… “chi ha la chiave dello spogliatoio?”… “i turni di lavoro mi stanno uccidendo”… “spero di laurearmi a luglio”… “ho adottato un cane”… sono frasi che ho raccolto mentre fotografavo nello spogliatoio e che raccontano micro realtà quotidiane di un universo femminile, fatto da differenti interessi, cultura ed età, che trovano un punto di incontro in quello sport convenzionalmente considerato maschile. il gioco del calcio per la squadra alveare, squadra iscritta al campionato csi eccellenza di milano, ha innanzitutto un’azione “curatrice” come dice gaia, un valore di solidarietà anche solamente nel gioire per un goal fatto o piangerne uno subito, semplicemente per divertirsi, per stare insieme. riccioli cadenti dal capo chino e pensieroso, muscoli contratti, vene gonfie sotto pelli giovani, segni di sbucciature sulle ginocchia, tatuaggi che si mescolano negli abbracci, schiene nude e braccia strette al corpo per coprire la propria nudità:si litiga, si ride, si fatica, si ascolta... e finalmente si gioca.

Erika Secondino

A poison in my blood

A poison in my blood racconta di un'esperienza vissuta insieme ad alcuni malati terminali affetti dal virus dell'hiv. nel corso di circa due anni i corpi e le menti di queste persone hanno subito drastici cambiamenti, nonostante ciò, la speranza ed il messaggio trasmesso restano vivi per coloro che hanno voluto ascoltare la loro storia.

Stefano Mirabella

Dom

L’abbaiare dei cani in lontananza, lo strano verso delle cicogne al sicuro nei loro grandissimi nidi, l’odore pungente dei campi e il rumore lontano di qualche vecchio trattore che fa ancora il proprio dovere, poi l’inconfondibile e rassicurante sibilo del vento che si fa strada tra le foglie degli alberi. e’ una giornata qualunque qui a cieszęta, un remoto e minuscolo paesino nel nord della polonia, da queste parti il tempo scorre lento, con un ritmo dettato esclusivamente dalla natura e dal lavoro dell’uomo, poi ci sono loro, i bambini, che crescono con le cose semplici di tutti i giorni, in un rapporto stretto e indissolubile con l'ambiente che li circonda. un ambiente forte, genuino, sincero, come i legami che si creano tra loro. l’ ultima fattoria del paesino, in fondo alla strada, è quella dove è nata e ha trascorso l’ infanzia la mia compagna e dove torniamo insieme a nostra figlia una volta l’anno. per noi tutti un luogo magico, quasi onirico, dove rifugiarsi e dove veder crescere e rafforzarsi legami di famiglia destinati alla lontananza per tutto il resto del tempo. da queste parti le giornate si susseguono le une uguali alle altre, il tempo sembra essersi fermato e sarebbe davvero difficile percepirne i minimi cambiamenti se non vivessi con loro solo per un breve periodo dell’anno. durante questo breve arco di tempo mi è naturale raccogliere frammenti, attimi e situazioni nel tentativo di scrivere un personalissimo diario di famiglia.

Enrico Genovesi

Nomadelfia - una famiglia di famiglie

Nomadelfia - una famiglia di famiglie il suo nome deriva dai termini greci nomos e adelphia, che significa: “dove la fraternità è legge”. nomadelfia è un popolo comunitario, più che una comunità, ed è situato vicino alla città di grosseto in toscana. un piccolo popolo con una sua costituzione che si basa sul vangelo. fondata nel 1948 nell’ex campo di concentramento di fossoli da don zeno saltini, il suo scopo: dare un papà e una mamma ai bambini abbandonati. nomadelfia ha una sua storia, una sua cultura, una sua legge, un suo linguaggio, un suo costume di vita, una sua tradizione. in nomadelfia tutti i beni sono in comune. le risorse economiche provengono dal lavoro, dai contributi assistenziali per i figli accolti, e dalla provvidenza, specialmente attraverso le attività di apostolato: stampa, serate, incontri. nello spirito dei consigli evangelici la popolazione di nomadelfia conduce una vita caratterizzata da “sobrietà” cioè secondo le vere esigenze umane. in nomadelfia non circolano soldi. non ci sono negozi ma soltanto magazzini. i generi alimentari vengono distribuiti ai gruppi familiari in proporzione al numero delle persone e secondo le necessità dei singoli. anche per i vestiti i nomadelfi attingono dal magazzino, nei limiti delle reali necessità.

Antonio Bonifacio

Amore universale (kisses in the square)

Ho pensato a questo progetto parecchi anni fa quando guardavo la gente innamorata per strada, sembravano incuranti di quello che accadeva intorno a loro, il loro bacio li avrebbe protetti da tutto. mi sono poi convinto a realizzarlo unendo questa sensazione col bisogno di condividere un messaggio di universalità dell'amore. il progetto vuole mettere in evidenza come l'amore non ha età né genere. ho scelto delle coppie che si amano e le ho fotografate in diverse piazze di catania, in mezzo alla gente. la tecnica utilizzata vuole trasmettere un senso di spazialità, durante un bacio il tempo e lo spazio si dilatano e per chi si ama è come se il tempo si fermasse.

Davide Colagiacomo

Spazio al confine

Con ‘spazio al confine’ ho voluto raccontare la storia di due persone che si cercano (o meglio: si inseguono) intorno ad una simbolica torre di babele al contrario, piena di vuoto silenzio anziché di parole. ho cercato di rappresentare metaforicamente la condizione di incomunicabilità e contatto umano nella quale i media virtuali ci hanno fatto sprofondare.

Manuela Marchetti

Recurso tango - los protagonistas

Negli ultimi trent’anni il tango argentino si è affermato nel mondo, esportato, come un vero e proprio bene di consumo. il tango, uno dei grandi miti del ‘900, nato a buenos aires da un processo di ibridazione e mescolamento di culture, nel tempo ha seguito e subito i grandi cambiamenti politici e sociali dell’argentina. simbolo collettivo di un popolo divenuto patrimonio culturale immateriale dell’umanità, il tango che da sempre ci racconta la storia dell’argentina, oggi vive sottotraccia nelle pieghe di una metropoli in difficoltà, costretta a reinventarlo come risorsa turistica. milioni di turisti viaggiano oggigiorno verso il rio de la plata vogliosi di provare l’autentica cultura milonguera ed i suoi codici, e così nasce un'industria del tango che produce abiti, scarpe, lezioni, dischi, tango shows, persino tour tematici con pacchetti allinclusive, per un business di oltre 20000 milioni di dollari l’anno. “recurso tango” nasce dalla passione delle persone che attraverso il loro ingegno, la loro intraprendenza e professionalità, hanno saputo trasformare il tango in risorsa; “los protagonistas” sono gli artefici di questa nuova imprenditorialità.

Gianluca Morini

A long journey through nothing new

Ho iniziato questo progetto nel 2017 per una personale necessità. volevo rivalutare il luogo in cui sono nato e cresciuto, esplorarlo e soprattutto osservarlo. a partire dall’anno scorso ho deciso di spingermi oltre la mia regione natia, la lombardia, alla ricerca di analogie nel resto del paese.
le attività commerciali, le case, perfino i pali della luce, sono in grado di definire come gestiamo il nostro spazio e come elaboriamo il rapporto con la nostra stessa specie e in ultimo con la natura, definendo così la nostra propria identità culturale. lo stile di vita e le architetture della moderna provincia, gli interni kitsch lasciati dalla generazione precedente, il persistente e definito limite tra città e campagna, sono ciò a cui ho principalmente dedicato la mia attenzione. cercando di interagire con una terra che non ho mai sentito veramente mia, ho raccolto tutti quei frammenti di banalità quotidiana, di esperienze visive, abituali e non, che fossero utili a definire una percezione della realtà non più distante e idealizzata, ma presente e in continuo cambiamento. di tutto ciò che rientra nella normalità della nostra era moderna, e che per molti, non è niente di nuovo.

Gabriele Duchi

Baby blues

Il rapporto madre figlio/a è un rapporto totale, per molte donne diventare madre è l’esperienza più bella della vita, tuttavia è un esperienza complessa, le paure, i dubbi, il senso di responsabilità e inadeguatezza possono a volte essere insopportabili. nei primi mesi di vita il bambino dipende dalla madre, non solo per la sua alimentazione, ma anche per il suo benessere psicologico, i primi mesi influenzano il resto della vita di un essere umano, e la responsabilità della buona riuscita di questi è in gran parte avvertita dalle madri, che contemporaneamente si trovano ad affrontare cambiamenti fisici, ormonali, e spesso anche lavorativi. circa il 70 % delle nuove madri sperimenta sentimenti contrastanti nei confronti del figlio nei giorni che seguono il parto, questo fenomeno è chiamato comunemente baby blues, è un fenomeno passeggero ma in rari casi può essere l’inizio di una depressione post partum, è stimato che circa il 10 % delle donne ne soffra. questo lavoro parla alle madri e a tutti noi, è normale non essere al cento per cento in un momento tanto intenso, chiedere aiuto è un diritto di ogni madre, osservare e rendersi disponibili è un dovere della società tutta.

Andrea Matteucci

Eleganza scomposta

L'uomo viene dall'acqua e nell'acqua si sente a suo agio, nel suo ambiente naturale, libero. dall'esterno i movimenti sembrano delicati, eleganti. cambiare il punto di vista e di ripresa in fotografia spesso rivela un'altra realtà. posizioni innaturali, movimenti scomposti, situazioni che strappano un sorriso.

Giuseppe Cagnetta

Stazione di transito

Una piccola esplorazione nel mondo di una stazione ferroviaria in una cittdina italiana ... per riscoprire l'ansia della partenza, la stanchezza del ritorno, la noia dell'attesa, in un tempo sospeso in un luogo di passaggio, dove tutto si muove, ma dove tutto è sempre dannatamente uguale a se stesso. lasciando, tornando, fermandosi ...

Alessandra Speroni

Stand by me

Stand by me ricordo di un'estate “eravamo stati via solo due giorni, eppure la città sembrava diversa. più piccola.” (dal film stand by me). sembrano passati solo due giorni quando in realtà è un'estate intera, tra amici, mare, risate, libri, piccole avventure, sogni condivisi e foto... tante foto. anche se quelle più belle sono quelle che non sono state scattate ma vissute. andando a scuola, il primo giorno, mi rendo conto di quanto il tempo sia passato in fretta, anche troppo. ora mi sembra tutto più piccolo, ma probabilmente sono io che sono cresciuta e cambiata dopo questa semplice e straordinaria estate che non dimenticherò mai.

Vittorio Faggiani

La foglia e la nuvola

La foglia e la nuvola tra resti di civiltà antiche e zolle di terra, il pittore dei solchi e dei simboli primordiali vive nel suo rifugio, trasportato dai ricordi come una foglia e una nuvola.